GIOVANI DEMOCRATICI di BRESCIA CONTRARI ALLA RIFORMA GELMINI PER UN'ALTRA UNIVERSITÀ

In questi giorni il DDL 1905 sulla riforma dell'università si avvia alla definitiva approvazione, dopo quasi 5 mesi dal suo primo licenziamento al Senato. Nel mezzo prove di dialogo, di proposte, di manifestazioni in tutta Italia e da parte di tutte le forze sociali coinvolte in università, dagli studenti ai docenti, dai ricercatori al personale tecnico amministrativo.

Prove di dialogo costantemente rimandate al mittente sintomatico di un governo sordo alle richieste e alle rivendicazioni di chi l'università la vive davvero. La ministra Gelmini che tanto ha sbandierato la parola Merito non ha avuto neanche il coraggio di confrontarsi con gli studenti universitari tramite i loro rappresentanti nel CNSU, ritardando addirittura di 5 mesi la convocazione e l'insediamento dei nuovi eletti nella tornata elettorale di questa primavera. Tutto questo solo per non sentirsi criticare la propria riforma del sistema universitario italiano.

Oggi nella giornata dell'approvazione definitiva della riforma, in tutta Italia gli studenti manifestano nelle piazze e nei propri Atenei. Manifestazioni lontane, nei modi, a quella del 14 Dicembre scorso che troppo superficialmente è stata analizzata dai media e dai politici, che hanno preferito semplici e altezzosi proclami al più complicato esercizio mentale del cercare di comprendere le motivazioni di una generazione che si sente sola e derubata del proprio futuro. I Giovani Democratici della provincia di Brescia sono solidali con tutti coloro che in questi mesi hanno manifestato per rivendicare il proprio diritto ad essere studenti e ad avere un insegnamento di qualità indipendentemente dalle proprie possibilità economiche. Inoltre condanniamo tutto quel processo mediatico, messo in atto dalla stampa e da una parte della politica, atto esclusivamente a denigrare il nome dell'Università Pubblica italiana, mettendo in risalto i singoli casi di malagestione facendone cosi l'esempio di vita quotidiana e al contempo facendo passare sotto silenzio le mille eccellenze che sono presenti nel mondo accademico nazionale.

Come Giovani Democratici ancora una volta ci dichiariamo contrari al DDL 1905 e ai suoi punti fondamentali :

  • Riforma a costo zero: in pochi anni il governo tramite le finanziarie ha sottratto all'università pubblica 1 miliardo e 200 milioni di euro;

  • Abolizione dell'autonomia universitaria: con la riforma, l'autonomia universitaria sancita con la legge del 1989 viene meno. Tutti gli Atenei saranno sottoposti al rigido controllo del ministero dell'Istruzione con l'aumento esponenziale della burocrazia in un sistema già fortemente burocratico e di difficile gestione;

  • Diminuzione della democrazia interna con la riforma della Governance: a differenza di quanto affermato dalla Ministra, sarà tolta agli studenti, al pta e ai ricercatori una vera rappresentanza negli organi accademici, concentrando tutto il potere nelle mani dei Professori Ordinari e dei Rettori, espressione del potere baronale presente nelle università, trasformando l'Università Pubblica da luogo di trasmissione del sapere e della ricerca in mera azienda attenta esclusivamente a tagliare indiscriminatamente le voci di spesa;

  • Distruzione del diritto allo studio: con la riforma si consegna al governo una delega in bianco sul diritto allo studio. Governo che ha mostrato in questi mesi incapacità e scarsa conoscenza del sistema universitario italiano, oltre che una palese incuranza delle rivendicazioni degli studenti universitari;

  • Precarizzazione della ricerca: i giovani ricercatori italiani, anche per colpa del turnover, saranno dei precari della ricerca fino alla soglia dei 40, costringendo cosi i più bravi ad emigrare all'estero per fare ricerca e proseguire nella carriera accademica. Inoltre il nuovo sistema di reclutamento non porta innovazioni nella lotta ai clientelismi rimanendo i principali concorsi di assunzione su scala locale;

  • oltre 500 deleghe al governo per riformare molteplici aspetti del sistema universitario senza una discussione parlamentare, esautorando cosi i rappresentanti del popolo italiano dalle scelte sul futuro della cultura nel proprio paese

Tutto questo mentre l'Ateneo bresciano si trova sempre più in difficoltà a causa dei tagli lineari al proprio FFO. E già da quest'anno gli studenti bresciani vivono sulla loro pelle i disagi creati dal taglio dei fondi, essendo costretti a fare lezione negli scantinati e a studiare nei corridoi.

Questo perché i fondi che negli anni erano stati accumulati per importanti investimenti nel settore edilizio sono stati impegnati per coprire il disavanzo di gestione.

I Giovani Democratici di Brescia chiedono:

  • una vera autonomia degli Atenei cosi come stabilito dalla legge del 1989, che consenta agli stessi di gestirsi autonomamente nel rispetto dei vincoli di bilancio;

  • un vero diritto allo studio per tutti che dia le stesse possibilità al figlio dell'operaio cosi come al figlio dell'imprenditore, garantendo cosi il riconoscimento di una cittadinanza studentesca. Ad oggi solo il 10% dei laureati ha i genitori non diplomati, contro il 40% in Gran Bretagna e il 35% in Francia. Un diritto allo studio che permetta anche una vera mobilità interna e che incentivi gli studenti ad uscire di casa;

  • una premialità del merito che non si risolva nel regalare (o prestare) dei soldi, ma che consenta ai migliori studenti italiani di frequentare le migliori università al mondo, cosi da confrontarsi con i propri colleghi stranieri e con altre culture;

  • pensionamento dei docenti a 65 anni, cosi da riportare l'età media dei docenti italiani al pari con la media europea;

  • adeguamento degli investimenti pubblici nell'università a quello degli altri paesi europei. Quindi un aumento dallo 0,8% al 1,3% del PIL;

  • una seria valutazione degli atenei italiani attraverso la quale assegnare il 50% delle risorse garantendo però alle università bocciate la possibilità di recuperare il gap dalle altre;

  • contratto unico per la ricerca cosi da eliminare le figure del precariato all'interno del mondo della ricerca e dare solide garanzie di futuro ai giovani ricercatori italiani.

Andrea Curcio

Responsabile provinciale Università

Giovani Democratici Brescia

339.2146767

Brescia, 21 Dicembre 2010