Un anno vissuto, se non proprio pericolosamente, di certo molto intensamente per Pietro Bisinella, al giro di boa dei primi dodici mesi come segretario provinciale del Partito Democratico.
«E' stato un annno che ha segnato un cambio di marcia importante, per ridare forza ai circoli, che sono un centinaio, e al territorio con la creazione delle zone, i cui coordinatori sono nella direzione provinciale come punto di riferimento per organizzare le attività di partito», dice il segretario, ricordando anche la scelta di modificare il logo del Pd locale per chiamarlo "Partito Democratico bresciano", «marcando la territorialità di cui siamo eredi, e non lasciandola alla Lega Nord».
C'È STATO in questi mesi un grande sforzo per riorganizzare il partito e radicarlo in maniera più forte, e questo passo verrà ulteriormente accelerato affidando a un giovane del territorio una competenza mirata sulla dimensione organizzativa. La territorialità, quindi, come antidoto a una politica «che ha ceduto il passo allo spettacolo, ed è diventata spot, folklore, desiderio di essere al centro dell'attenzione mediatica», spiega Pietro Bisinella, che rivendica di «non essere asservito ad alcuna logica di corrente».
Fra gli imprinting dati per costruire il nuovo corso nel Pd figura l'impegno nel portare avanti una segreteria a livello unitario, «perché la stagione del congresso è ormai chiusa, e il ruolo del segretario deve essere quello di tenere il partito unito e plurale, per lavorare su uno stesso obiettivo, costruendo un programma politico credibile e alternativo a Berlusconi e alla Lega Nord, che ormai mostrano la corda».
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