Fonte Alessandra Stoppini Giornale di Brescia - 20 settembre 2011
Il Pd denuncia la politica dei tagli al trasporto ferroviario
n«Meno corse, meno servizi e biglietti più cari» per chi viaggia in treno. «Se questa è la politica di Pdl e Lega, l'unico treno che deve rimanere al capolinea è quello del Governo». Il consigliere regionale Pd Gianantonio Girelli
ha espresso preoccupazione per la mancanza di servizi adeguati, a fronte degli aumenti tariffari imposti dalla Regione. E lo ha fatto proprio in Piazzale Stazione - prima di recarsi a Milano come ogni pendolare - insieme ai Giovani Democratici, impegnati in attività di volantinaggio.
«I cittadini devono essere realmente informati su cosa accade. Il costo di biglietti e abbonamenti è aumentato del 23% da inizio 2011. La Regione ha promesso quindi un servizio migliore, invece rischiamo di veder moltiplicati i disagi: stessi ritardi, meno comfort, meno pulizia e molti meno treni». Un esempio che interessa i bresciani: «Con gli aumenti prospettati, sulla tratta Milano-Brescia il biglietto passerà da 6,80 a 13,60 euro e l'abbonamento da 93,50 a 187 euro - hanno sottolineato i Democratici -. Ciò graverà pesantemente sulle spalle delle famiglie, mettendo a disagio studenti e lavoratori, che per primi muovono l'economia».
Secondo Girelli il «lamento» pervenuto dal Pirellone - con la riconsegna allo Stato dei contratti di servizio con Trenitalia - è stato tardivo.
Per quanto riguarda la Lombardia, «ci ritroviamo una manovra che prevede un taglio di 300 milioni di euro nel comparto. Così si rischiano - faccio mie le parole di Formigoni e Cattaneo - migliaia di posti di lavoro e si mette in forse lo stesso servizio di trasporto sul territorio».
Su una Regione all'interno della quale si muovono ogni giorno 600mila pendolari. «Chiederemo a presidente e assessore di relazionare in Consiglio sulle proposte che intendono presentare al Governo centrale».
Alessandra Stoppini